giovedì 17 novembre 2011

La débacle di Ranieri

Deve essere stato un duro colpo, per la Rai, il responso Auditel della serata di ieri. Con il terzo capitolo della sua tetralogia eduardiana, Questi fantasmi, Massimo Ranieri non solo non è riuscito a replicare il successo ottenuto con i due precedenti, ma con i suoi 3.596.000 spettatori - appena il 13,7% di share - è stato battuto sia da Canale 5, che schierava la settima puntata di Un amore e una vendetta (fiction che finora non aveva esattamente brillato per gli ascolti, oscillando sempre tra il 15% e il 16% di share media), sia da Italia 1, che con Le Iene Show ha quasi subito sorpassato Raiuno.
Cosa sarà successo, stavolta, visto che entrambe le commedie di De Filippo andate in onda finora avevano vinto la serata, Filumena Marturano addirittura con 5.714.000 spettatori e il 20,4% di share, Napoli milionaria con 4.957.000 spettatori e il 19,3%? Sicuramente ha pesato la minore conoscenza di questo testo da parte del grande pubblico, quello che non va a teatro, visto che i film tratti dagli altri due - Matrimonio all'italiana, con Sophia Loren e Marcello Mastroianni, e appunto Napoli Milionaria, con lo stesso Eduardo e Totò - sono stati trasmessi mille volte sul piccolo schermo, mentre la trasposizione cinematografica di questa pièce, pur vantando un cast d'eccezione (Vittorio Gassman, Sophia Loren e Marcello Mastroianni), viene proposta veramente di rado in tv. Ma è chiaro che non può essere questo l'unico motivo della débacle. Osservando le curve Auditel si nota che circa quattro milioni e mezzo di persone avevano cominciato a guardare Questi fantasmi, una platea discreta, ma qualche centinaio si è perso per strada già nella prima mezz'ora e al primo blocco pubblicitario, quaranta minuti dopo, più o meno un milione di spettatori ha cambiato canale e non è più tornato, trovando evidentemente qualcosa di più divertente durante lo zapping. Già, perché se c'è una cosa che si può rimproverare a questa trasposizione è di aver posto troppo l'accento sulla componente introspettiva, perdendo in ironia.
Sarà ora da vedere come verrà accolta, tra qualche mese, Sabato, domenica e lunedì, ultimo titolo di questo ciclo eduardiano: sperando che Ranieri non accetti di farne due puntate, come sembra abbia chiesto il direttore di Raiuno Mauro Mazza, perché questo vorrebbe dire snaturare ancora di più l'anima teatrale dell'opera, rendendola troppo simile ad una miniserie. E questo sarebbe un errore imperdonabile.

7 commenti:

  1. E' vero, per trattare la materia "eduardiana" non basta essere napoletani.
    Ranieri fa quel che può, ci prova e s'impegna, ma è chiaro che gli manca l'esperienza di un teatro così ricco e complesso, esperienza che non può prescindere da anni e anni di applicazione. Tanti anni quanti occorrono per fare una vita da regista teatrale, non solo da attore. Io credo che gli esiti del prossimo "Sabato domenica e lunedì" non saranno diversi dagli altri che abbiamo appena visto.
    Poi, ho in mente per esempio la trasposizione della Wertmüller, con Luca de Filippo, Sophia Loren, Pupella Maggio e uno strepitoso Luciano De Crescenzo. Un piccolo capolavoro di stile che ha reso degno omaggio - questo sì - al grande Maestro.

    Shoofly

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  2. Sì, il teatro di Eduardo è davvero complesso, un po' pirandelliano, direi. Non ho visto la trasposizione della Wertmüller ma so come De Filippo interpretava Pasquale Lojacono, perché ho un VHS della commedia teatrale ripresa dalle telecamere della Rai negli anni Sessanta (credo) e devo dire che non c'è paragone, Eduardo era Eduardo. Sai piuttosto chi mi piacerebbe vedere in una sua opera? Vincenzo Salemme: il quale non solo è prima di tutto un autore, attore e regista teatrale, anche se il grande pubblico lo conosce principalmente per le sue interpretazioni cinematografiche, ma ha anche lavorato per ben 7 anni nella compagnia di Eduardo, fino alla sua morte, continuando poi a recitare per altri 8 anni con il figlio di lui, Luca. Ecco, sarei proprio curiosa di vedere Salemme nei panni di Lojacono!

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  3. Anch'io! Mia madre era una grande estimatrice delle commedie di Eduardo e a casa ho un'intera collezione dei suoi VHS (acquistati o registrati dalla TV), quasi ogni giorno ce ne vedevamo (e ri-vedevamo) uno.
    Tra quelle commedie ho scoperto Salemme (praticamente un ragazzino) ne "Il cilindro" e "Il sindaco di rione Sanità", come anche la Laurito, giovanissima, in "Gli esami non finiscono mai", "Uomo e galantuomo", "Natale in casa Cupiello" se non sbaglio e tante altre.
    Eh sì, Salemme lo vedrei bene anche a casa Cupiello, alle prese co' 'o presepio (e tutti gli altri guai :-)).

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  4. Eh, la Laurito è un'altra grande! Per fortuna ora la tv sembra averla riscoperta, dandole il ruolo della moglie rompiscatole di Lello Arena in "Baciati dall'amore": strepitosa! Si vede che anche lei ha frequentato la scuola vera... :-)

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  5. Quello che non capisco è che senso abbia "tradurre" le commedie di Eduardo in italiano, mantenendo solo la cadenza napoletana. Mi sa tanto di operazione pro-lega. Secondo me perdono molto.

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  6. Anche secondo me perdono, anche considerando che, a quanto mi risulta (correggetemi se sbaglio), lo stesso Eduardo per l'approdo delle sue commedie sul piccolo schermo aveva già tolto tutte le espressioni incomprensibili ai non napoletani.
    Passatemi il confronto, ma è come se nei film di Montalbano venissero italianizzati termini come "cabbasisi", "trasite" o "macari": non riconosceremmo più la penna di Camilleri. Dico bene?

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  7. Dici bene.
    Minchia!

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