sabato 3 dicembre 2011

Checco Zalone vs Fiorello

Oggi in Rete i blog specializzati e i quotidiani online non facevano che contrapporre gli ascolti ottenuti dal Resto Umile World Show di Checco Zalone, che ieri su Canale 5 è stato seguito da 5.600.000 persone - pari al 22,4% di share - a quelli fatti registrare da #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend di Fiorello, arrivato a conquistare lunedì scorso il 43% della platea televisiva (e figuriamoci quanto farà domani, con Benigni super ospite...). Beh, io credo che non sia corretto fare questo tipo di confronto, semplicemenete perché tra i due non c'è paragone. Intendiamoci, a me il personaggio del cantante neomelodico tamarro e delinquentello inventato da Luca Medici diverte anche, trovo esilaranti parodie come quelle di Nichi Vendola, Giovanni Allevi o Renzo Bossi, però è un dato di fatto che Medici/Zalone è un comico e basta, uno che sul palco punta solo a scatenare l'ilarità di chi lo guarda, mentre Fiorello è uno showman completo, capace di intrattenere il pubblico con monologhi, sketch, parodie, imitazioni, canzoni e perfino balletti, cercando - e trovando - più il sorriso che la crassa risata. Già questo basterebbe a fare la differenza tra i due. Se poi prendiamo in esame il loro stile e i contenuti dei loro spettacoli, allora il divario diventa immenso: perché la comicità di Fiorello è leggera, elegante e adatta veramente a tutti, dal bambino all'anziano, non scadendo mai nella volgarità (qualche parolaccia qua e là non lo rende certo volgare), mentre Zalone è sboccato, ha il chiodo fisso del sesso ed ostenta maschilismo ed omofobia, quindi piace ai giovani, ma sicuramente non incontra il gusto degli spettatori un po' più in là con gli anni.
Evitiamo allora paragoni sterili e privi di fondamento: Resto Umile World Show e #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend sono due cose totalmente diverse e non potrebbero mai essere l'uno l'alternativa dell'altro. E invece di dire che il primo non ha raccolto nemmeno la metà degli spettatori del secondo, bisognerebbe fare i complimenti a Luca Medici per essere riuscito comunque a convincere, con le sue trovate irriverenti e anche ciniche, oltre cinque milioni e mezzo di persone, che in tempi di magra come questo non sono affatto pochi.

4 commenti:

  1. Madame Christine5 dicembre 2011 11:06

    Concordo pienamente. Non è possibile fare alcun tipo di paraqone, a partire dal fatto che il valore artistico di base è ben diverso. Hai ragione, cara Donatella, quando scrivi: "la comicità di Fiorello è leggera, elegante e adatta veramente a tutti, dal bambino all'anziano, non scadendo mai nella volgarità (qualche parolaccia qua e là non lo rende certo volgare), mentre Zalone è sboccato, ha il chiodo fisso del sesso ed ostenta maschilismo ed omofobia". Personalmente trovo Fiorello un grande animale da palcoscenico che sa tenere il pubblico dall'inizio alla fine, aiutato da un team di autori molto capaci.
    Quando ho visto lo show di Zalone,lo dico fuori dai denti, ho cambiato molto spesso canale, mi sono imbarazzata (per non dire vergognata!), a volte ho sgranato gli occhi, altre volte infastidita. A mio avviso, e chimatemi pure bacchettona, questa non è esattamente comicità. Non si può mettere in prima serata uno spettacolo "sboccato" nel 70% dei contenuti, non si può fare la parodia di un potenziale omicida e poi resuscitare Gaber facendo appello alla satira televisiva della storia. Perchè Gaber quello sketch non l'avrebbe mai fatto...E non sempre la parolaccia è il vestito adatto per un comico di rottura, perchè poi finisce per rompere sul serio...le scatole di chi guarda la TV, giovane o più adulto. Non capisco questo 22% di share. Vorrei provare a giustificarlo con una controprogrammazione debole o con una semplice curiosità dei fedeli seguaci di Zelig che però, Checco Zalone, lo prendevano a piccole dosi. Perchè intendiamoci, 2 minuti di Zalone fanno pure ridere. Una prima serata fino alle 23 anche no!

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  2. La parodia di Misseri è una nota dolente: io l'ho trovata molto divertente come sketch in sé, peraltro è stato anche uno dei pochissimi momenti dello show privi di volgarità, ma sono inorridita al pensiero che il personaggio che si stava prendendo in giro fosse un potenziale assassino, uno sospettato di aver ammazzato senza scrupoli la nipote di 15 anni o comunque di averne occultato il corpo senza vita, gettandolo in fondo ad un pozzo. Perché è inutile che Zalone ci venga a raccontare che voleva prendere in giro la tv del dolore: avrebbe potuto farlo in mille altri modi, ma questo no. Per una questione di rispetto, prima di tutto.
    Quanto al linguaggio sboccato in prima serata, non l'avrei tollerato sulle reti Rai, che dovrebbero fare servizio pubblico (e che finanziamo noi con l'odiato canone!), ma su Canale 5 tutto sommato ci può anche stare: in fondo, nessuno è costretto a rimanere sintonizzato, chi non gradisce è liberissimo di guardare altro. Proprio come hai fatto tu.

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  3. Lo stesso Zalone, il giorno dopo, si è pentito dello schetch su Misseri (in effetti era digusto discutibile). Non concordo invece sul fatto che Zalone sia volgare: la sua "volgarità" è invece un modo per prendere in giro la società attuale, finta bacchettona: una società che si scandalizza se si dice la parolaccetta in tv, che intima (in Rai) di non usare la parola "profilattico" e che al contrario manda continui messaggi subliminali allusivi (dalle pubblicità alle riviste), che ospita "professioniste del settore" in Grandi Fratelli e co. e che ha tollerato per anni politici porcaccioni ("non si sindaca la vita privata").
    Anzi, lo show di Zalone è stato fin troppo castigato (e ne ha risentito): probabilmente non può funzionare in prima serata, ma il cabaret (è di questo che parliamo) non è roba da oratorio.
    Critico invece la decisione di fare due puntate (se allunghi il brodo diventa insipido) e la pessima regia tv. Tra l'altro il fonico e il direttore audio dovrebbero essere licenziati in tronco, l'audio era bassissimo e disturbato (il microfono di Zalone scrosciava continuamente), il pubblico non si sentiva (non si sentivano gli applausi, le risate) dando la surreale sensazione che ci si stesse annoiando. E sappiamo tutti che si ride anche trascinati dalle risate degli altri (non per niente le classiche sitcom americane avevano le risate di sottofondo).
    Certo Zalone non è Fiorello. E direi, per fortuna!
    Se fossi stato il direttore di rete probabilmente avrei messo in onda lo spettacolo più avanti, proprio per evitare qualsiasi similitudine.

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  4. Sì, anche io avrei evitato la messa in onda nello stesso periodo: sarebbe bastato aspettare qualche settimana, per evitare confronti. Per quanto riguarda invece la seconda puntata staremo a vedere, magari tira fuori qualcosa di diverso - io adoro la parodia di Allevi, ad esempio - ed evita di fare un clone della prima...

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